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San Demetrio Corone.
L’Epifania, che nel rito latino si caratterizza nella adorazione dei Re
Magi, nella liturgia orientale - propria delle comunità calabro-albanesi
ancora legate al rito greco-bizantino - si celebra secondo la forma
della “Teofania” (manifestazione della divinità di Gesù). Le cerimonie
più peculiari e dense di suggestivi significati religiosi, che connotano
la festa di domani, si terranno di mattina in due comunità albanofone:
San Demetrio Corone e San Cosmo Albanese. In entrambi i centri, la festa
della Epifania contempla la lettura di un passo del Vangelo, che ricorda
la discesa dello Spirito Santo e il battesimo di Gesù sulle acque del
Giordano. A San Demetrio Corone l’appuntamento è con la singolare
cerimonia del “Volo della colomba”. A
conclusione della messa, alle 11,30, i fedeli seguono in corteo il
parroco in piazza Strigari. Qui una colomba legata a un filo viene fatta
scivolare da una delle finestre più alte di un palazzo, fino a fermarsi
sul bordo della fontana posta nella piazza (nella foto).
E’
a questo punto che il papàs Andrea Quartarolo immerge per tre volte la
croce nell’acqua davanti alla colomba (lo Spirito Santo) “fatta
scendere” da Dio. Dopo aver rimesso in libertà il volatile, il
celebrante impartirà la benedizione aspergendo l’acqua con un rametto di
rosmarino su ciascun fedele che gli passerà ordinatamente davanti
baciando la croce.Contemporaneamente, a San Cosmo Albanese si tiene
l’altra suggestiva cerimonia legata alla manifestazione della divinità
di Cristo.A conclusione della Divina liturgia, i fedeli accompagnano in
corteo il loro parroco, papàs Pietro Minisci, al torrente Sabatino, il
corso d’acqua che delimita i confini comunali di San Cosmo e Vaccarizzo
Albanese, ed esattamente sotto il ponte della provinciale che collega i
due centri. Dopo la lettura di un passo del Vangelo che ricorda il
battesimo di Cristo, il sacerdote benedice l’acqua del torrente e vi
bagna la croce (nella foto).Raccolta in bottiglie, l’acqua è
presa dai fedeli per essere conservata e utilizzata in situazioni
particolari o per benedire le abitazioni.Il ritorno in paese è allietato
dalle note della “Cuçanina”, una antica ninna nanna eseguita in lingua
albanese e dedicata a Gesù Bambino, la cui statuetta è portata in un
cesto dai fedeli sul luogo della cerimonia.
Adriano Mazziotti
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